Recupero del peso dopo una dieta dimagrante: rischi e possibili soluzioni





Molte persone che intraprendono una dieta dimagrante, tendono a recuperare dopo un certo periodo dalla sospensione della dieta il loro peso di partenza, a volte anche qualche chilo in più. Il cosiddetto effetto “yo-yo”, tipico di chi si sottopone a ripetute diete dimagranti non è privo di conseguenze per la salute.

Secondi alcuni dati, circa l’80% delle persone che perdono il 10% o più del loro peso di partenza, riacquistano quel peso nel giro di 1 anno. Quali sono le cause di questo aumento di peso?

Le motivazioni più comuni sono le seguenti:

L’ambiente in cui viviamo: In molti soggetti, la costante e marcata riduzione dell’apporto di cibo  può indurre una sorta di compensazione con iperfagia e a volte fenomeni di abbuffate compulsive. 
Inoltre dobbiamo pensare che se abbiamo una predisposizione genetica ad accumulare facilmente grasso, questa non cambierà facendo una dieta per un certo lasso di tempo per poi tornare alle vecchie abitudini. Nella società attuale, nella quale abbiamo un’ampia disponibilità di cibi processati e ad alta densità energetica, a fronte di un basso potere saziante, non è infrequente assumere più calorie di quelle che in realtà il nostro corpo necessita, spesso senza neanche rendercene conto.

Contemporaneamente, studi sull'uomo e sugli animali hanno dimostrato una tendenza a mangiare di più quando non si hanno ( o non si hanno più) limitazioni esterne nella scelta e nella quantità del cibo. Si tratta in questo caso di un adattamento evolutivo che ci ha permesso nei secoli di sopravvivere anche in condizioni di bassa disponibilità di cibo, ma che nella società attuale, per i motivi menzionati poco sopra può essere controproducente, visto che un reale pericolo di “carestia” non sussiste.

Erroneamente si crede che quando si perde peso si riduca solo in grasso in eccesso, ma non è sempre così
Si può infatti avere anche una perdita di massa muscolare, soprattutto quando la dieta non è ben equilibrata o troppo restrittiva. La tendenza a perdere massa magra è più accentuata nelle persone che, anche se normopeso, intraprendono un percorso dimagrante. LA perdita eccessiva di massa magra predispone nel tempo ad un aumento  della percentuale di massa grassa, talvolta maggiore rispetto a prima di intraprendere il percorso dimagrante.

Adattamento della termogenesi: 
La termogenesi ( ovvero la capacità di bruciare calorie)  si riduce con la perdita di peso. Questa  riduzione del metabolismo, sia a riposo che durante l'attività fisica,  si mantiene anche durante il recupero del peso perso, a causa della riduzione della massa magra.


Quali sono gli effetti a lungo termine per la nostra salute?

La tendenza ad intraprendere ripetutamente diete dimagranti è un fattore di rischio per l’insorgenza di sovrappeso o obesità marcata, oltre ad alcune alterazioni metaboliche.
Una revisione pubblicata nel 2015 suggerisce che le persone normopeso che perdono peso hanno un rischio maggiore di effetto rebound ( accumulo di grasso
superiore a quello realmente perso ) rispetto ad una persona sovrappeso o obesa.

Inoltre l’effetto yo-yo predispone ad alterazioni cardio-metaboliche con aumentato rischio di andare incontro a ipertensione arteriosa, insulino resistenza e/o diabete mellito di tipo 2  e riduzione dei livelli di colesterolo HDL ( colesterolo buono) soprattutto nelle donne. Secondo altri studi si può notare anche  un aumento dei marker di infiammazione cronica.

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Vorrei soffermarmi un attimo sul concetto di normopeso, infatti da un punto di vista clinico, la condizione di normopeso viene definita in base all’indice di massa corporea o IMC  ( il rapporto fra il proprio peso e la propria altezza). I limiti del normopeso oscillano da un IMC di 18,5 a un IMC di 24,9. Cosa vuol dire questo? che una ragazza con altezza di 160 cm e peso di 56 Kg avrà un indice di massa corporea di circa 22, quindi normopeso. Se questa ipotetica ragazza pesasse 47 Kg ( 9 Kg in meno!) oppure ne pesasse 63 Kg ( 7 Kg in più) sarebbe comunque normopeso perché avrebbe rispettivamente un IMC di 18,5 e 24,9. Sono molti i fattori che determinano il nostro peso ideale: l'età, il sesso, il livello di attività fisica, la costituzione, la genetica ecc..
Bisogna precisare che un professionista della nutrizione  non valuterà solo il peso e l’indice di massa corporea, va valuterà anche altri parametri antropometrici per ottenere una stima della vostra composizione corporea ( quanto di questo peso è realmente grasso? E quanto invece è muscolo? E' davvero necessario seguire una dieta ipocalorica?).

Quale consiglio migliore allora?
Primo fra tutti  è quello di insegnare ai bambini e agli adolescenti a seguire una corretta alimentazione incentivando contemporaneamente almeno 150 minuti settimanali di attività fisica moderata. La migliore arma resta infatti la prevenzione.

Le persone che hanno necessità di perdere peso perché in sovrappeso o obese, hanno la possibilità di mantenere una perdita a lungo termine,  se il percorso nutrizionale non è incentrato solo sulla restrizione calorica ( e quindi sul problema peso) ma se viene accompagnato da tecniche di counseling nutrizionali in grado di aiutare il paziente a tirare fuori e gestire le proprie risorse interiori al fine di ottenere una maggiore consapevolezza alimentare che vada al di là del problema bilancia ma si focalizzi anche sullo stile di vita. 

Devo aggiungere che oggi la società e i media mettono troppa enfasi sul problema peso; parole come “ guerra ai chili di troppo” o “magro è bello” possono condurre molte persone ad un senso di frustrazione e ansia nei confronti del cibo e del proprio corpo.
Senza contare i modelli di bellezza femminile ( ma anche maschile) che esaltano un’eccessiva magrezza, di solito ottenuta con molte ore in palestra e dieta controllata ( per loro essere belli è un lavoro, sono pagati per essere così, noi no).




E’ importante  sviluppare più empatia e ottimismo verso se stessi e la propria capacità di cambiare in meglio. Il peso si aggiusterà di conseguenza a seconda del nostro potenziale genetico, senza la pretesa di essere perfetti ( non lo è neanche un professionista!).  

Ricordate sempre, che non si dovrebbe cambiare alimentazione e stile di vita perché si odia il proprio corpo ma perché lo si ama a prescindere.
Non accontentatevi di chi vuole darvi solo la classica dieta grammata o la “ nuova dieta miracolosa” o il “protocollo definitivo per perdere peso”.

"Tutte le diete fanno perdere peso, è come si affronta il percorso dimagrante che fa la differenza sia a breve che a lungo termine.  "









 -Montani JP, Schutz Y, Dulloo AG. Dieting and weight cycling as risk factors for cardiometabolic diseases: who is really at risk? Obes Rev. 2015;16(Suppl 1):7-18

- Strohacker K, Carpenter KC, McFarlin BK. Consequences of weight cycling: an increase in disease risk? Int J Exerc Sci. 2009;2(3):191-201.

- Dulloo AG, Jacquet J, Montani JP, Schutz Y. How dieting makes the lean fatter: from a perspective of body composition autoregulation through adipostats and proteinstats awaiting discovery. Obes Rev. 2015;16(Suppl 1):25-35.

- Higginson AD, McNamara JM. An adaptive response to uncertainty can lead to weight gain during dieting attempts. Evol Med Public Health. 2016;2016(1):369-380

- Neamat-Allah J, Barrdahl M, Hüsing A, et al. Weight cycling and the risk of type 2 diabetes in the EPIC-Germany cohort. Diabetologia. 2015;58(12):2718

Immagini tratte da: 
www.imagebank.worldobesity.org

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